
Gestione
Il nostro metodo è basato sulla combinazione di metodi all’avanguardia di ricerca e monitoraggio per eseguire valutazioni dell’albero e del suo ruolo ecologico.
Usiamo un approccio moderno e strumenti innovativi per comprendere le caratteristiche fisiologiche ed ecologiche dell’albero, fondamentali per poi sviluppare le corrette strategie di gestione.
In natura, gli alberi non necessitano di essere amministrati e per la loro conservazionespesso la strategia migliore è lasciare tutto così com’è. Tuttavia, alberi inseriti inecosistemi urbani (il cosiddetto “verde pubblico”) o utilizzati a fini produttivi (comepiantagioni da frutto o per la produzione di legname, ingegneria naturalistica), richiedono cure e strategie di gestione specifiche.
Il ruolo ecologico dell'albero
Gli sono veri e propri giganti della natura, capaci di vivere per secoli, se non millenni. Questi maestosi esseri vegetali non sono solo impressionanti per le loro dimensioni straordinarie, ma sono anche preziosi testimoni storici e ambientali.
Ogni anello di crescita racconta una storia di cambiamenti climatici, eventi storici e adattamenti ecologici.
Ogni cavità, rottura, o ferita racconta l’interazione dell’albero con l’ambiente, il vento, la pioggia, le tempeste, gli animali, e anche l’uomo. Dal secolare Generale Sherman, la sequoia più grande del mondo, agli antichi ulivi del Mediterraneo, gli alberi monumentali ci offrono una finestra vivente sul passato e ci ricordano l'importanza della conservazione del nostro patrimonio naturale, custodi di equilibri ecologici importantissimi.
Ma cosa dice la legge?
Il Decreto del 23 ottobre 2014, all’art. 5, comma c introduce, forse per la prima volta nel contesto della conservazione degli alberi monumentali il “valore ecologico”. Esso fa riferimento alla probabilità che un albero, soprattutto se senescente, ha di ospitare al suo interno e nelle sue immediate vicinanze specie di fauna e flora,
meritevoli di tutela quanto più sono rare e in pericolo di estinzione.
L’albero vetusto, specialmente se presente in ambienti a spiccata naturalità, può appresentare un vero e proprio habitat per diverse categorie animali (entomofauna, avifauna, micro-mammiferi), che, richiedendo nicchie trofiche speciali, si insediano nei numerosi micro-habitat in esso presenti (es. cavità vuote,
piene di acqua, piene di rosura, fori, essudati, corteccia sollevata, ramificazione avventizia, corpi fruttiferi di funghi, legno morto). Gli alberi vetusti quindi, soprattutto se con diametro superiore a 80-90 cm, rappresentano una risorsa trofica e spaziale – vitale - per diverse specie animali altamente specializzate.

Il nostro metodo
La gestione di un albero è un lavoro complesso da affidare a personale formato con competenze ed esperienza comprovate. Tuttavia, esistono quattro regole semplici ma cruciali per aiutarvi a scegliere il professionista e l’intervento corretto:
non impoverire la struttura dell'albero
Evitare potature drastiche a tutta chioma e la rimozione indiscriminata del secco, specialmente quando gli alberi hanno già raggiunto il loro sviluppo o quando un vecchio moncone è stabile. Questa pratica non solo conserva la biodiversità, ma riduce anche il rischio di caduta dell’albero.
Un albero capitozzato, infatti, è più fragile ed esposto ai patogeni di uno con una struttura integra.
Per sopravvivere dovrà ricostruire la sua chioma, concentrando tutte le risorse in questo processo. In questa “modalità di sopravvivenza”, l’albero non potrà permettersi di spendere risorse per produrre e rilasciare nel suolo essudati radicali, ovvero sostanze che attirano le comunità biologiche utili all’albero per assimilare sostanze nutritive e difendersi dagli agenti patogeni. Come risultato, l’albero potato riuscirà a usare meno risorse, diventando piu’ fragile e meno stabile in caso di tempeste e avvenimenti avversi.
Questo è uno dei principali motivi per cui la durata media della vita di un albero in ambiente urbano è 1/6 di quella in natura: 70 anni contro i 400/500 anni!
mantenere il legno morto
Il legno morto, infatti, offre habitat vitali per molte specie che convivono con l’albero: è un concentrato di dendromicrohabitat! Non rimuoverlo, anche se puo’ sembrare di avere un ambiente piu’ “disordinato”, è fondamentale per conservare moltissime specie che lo usano come rifugio!
progettare interventi a risulta zero
Ovvero lasciare sul sito il materiale che tagliamo, come i rami potati, le foglie in autunno, o non rimuovere completamente un albero da abbattere. La cippatura, che consiste nello sminuzzare i rami tagliati in modo da poter
spargere in loco come pacciamatura le scaglie di legno derivate, o lasciare un pezzo di tronco morto in piedi o a terra, quando possibile, sono pratiche che arricchiscono l’ecosistema. Infatti, il principale problema dei suoli urbani è la mancanza di un orizzonte organico (lettiera) che è la base per avere humus e quindi suoli fertili e i grado di trattenere umidità.
dare spazio alle radici
Un albero senza radici cade, è quindi fondamentale averne estrema cura. Sia in fase di progettazione, assicurando sufficiente spazio allo sviluppo dell’albero e accesso alle risorse, che in fase di intervento, agendo in prossimità
delle radici con accortezza per non danneggiarle. Proteggere le radici significa proteggere noi stessi.



















